giovedì 24 maggio 2018

L'educazione nell'islam

Il Corano è un codice religioso, giuridico, morale e sociale, è anche un codice generale dell'educazione che riguarda sia gli adulti che i bambini. 
I divieti e gli obblighi del Corano sono destinati ai bambini maturi e responsabile o all'adulto responsabile del bambino. Alla comunità spetta l'educazione e la correzione dei comportamenti dei giovani per renderli conformi alle prescrizioni.
L'Islam raccomanda una formazione complessiva dell'essere umano: corpo, ragione, spirito, istinti e sentimenti. È un'educazione armoniosa come preparazione alla vita nell'aldilà.
Il bambino impara dall'inizio che c'è una vita dopo la morte e che in base alla vita che ha condotto sulla terra riceverà un premio o una punizione.L'educazione è caratterizzata da un'impronta religiosa: si deve trasmettere due valori fondamentali, la fede e la conoscenza.

mercoledì 23 maggio 2018

Maometto e l'islam

La nascita dell'islam si deve al profeta Muhammad, che avrebbe ricevuto la rivelazione di Dio, Allah. Il contenuto di queste rivelazioni costituisce il Corano, il testo sacro della religione islamica.
Il Corano all'inizio vuole continuare e perfezionamento della Bibbia. Maometto ritiene di essere l'ultimo profeta e ritengono che Gesù sia anch'egli un profeta.
Maometto, che non sa leggere e scrivere, trasmette oralmente il contenuto del Corano, i cui versetti vengono recitati a memoria per poi essere trascritti successivamente. Tramite questa forma di trascrizione determina varie versioni del Corano, ,ma il califfo Uthman lo fa trascrivere nel 652, in un testo costituito da 114 sure.
Il Corano contiene precetti che riguardano tutti gli aspetti della società islamica, soprattutto fissa dei 5 principi fondamentali per la religione, chiamati 5 pilastri dell'islam:
  • la testimonianza di fede: "Non c'è altra divinità fuorché Dio e Muhammad è il suo Profeta";
  • le cinque preghiere quotidiane: pronunciate al mattino, a mezzogiorno, a metà pomeriggio, al tramonto e a un'ora e mezza dopo il tramonto;
  • il pagamento dell'imposta cronica: il credente musulmano deve versare il 2,5% di ciò che possiede;
  • il pellegrinaggio alla Sacra Casa, ovvero a La Mecca: ogni musulmano deve andare a La Mecca almeno una volta nella vita;
  • il digiuno del mese di Ramadan: esso impone il digiuno a tutti gli adulti in buona salute, tutti i giorni dall'alba fino al tramonto, nel mese lunare di Ramadan.  

Il mondo ararbo preislamico: la tradizione orale

Anche la civiltà araba è caratterizzata dallo stretto rapporto con la religione. La civiltà araba si trova nella penisola arabica. 
Maometto fonda la nuova religione monoteista: l'Islam.
L'Arabia era abitato da tribù nomadi dedite alla pastorizia. I beduini si spostano portando con sé i propri beni.
Le tradizioni e i costumi vengono tramandati oralmente, tramite narrazioni.
Immagine correlataI poemi preislamici hanno anche un carattere pedagogico. Essi insegnano ai ragazzi e alle ragazze valori, come l'ospitalità, la generosità, la carità e l'amore per gli animali.
In una raccolta di poesie dell'età preislamica vengono tessute le lodi di una cammella per attraversare il deserto.

lunedì 21 maggio 2018

L'educazione del cavaliere

L'educazione cavalleresca è rivolta ai figli degli aristocratici non destinati alla vita ecclesiastica.
Quest'educazione è la prima forma di educazione laica medievale.
Il poema della Chanson de Roland è importante sull'epopea cavalleresca.
I giovani aristocratici vengono spesso formati in famiglia, quindi la corte feudale ha come scopo quello di sviluppare le doti fisiche e le abilità militari e impartire una cultura generale.
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Ai cavalieri vengono insegnati la lealtà al proprio signore e la fedeltà agli impegni assunti, devono anche imparare a prendersi cura dei più deboli e devono anche difendere la Chiesa.
Le virtù morali e cristiane con la cortesia sono molto importanti per un cavaliere.
I cavalieri sono uomini di guerra e devono anche comportarsi cavallerescamente con i nemici. Questo atteggiamento assume la forma di un codice di comportamento.
Un uomo viene nominato cavaliere tramite una cerimonia cristiana che diventa un vero e proprio rito: l'investitura, nella quale il cavaliere viene battuto con il piatto di una spada su una spalla.
La formazione cavalleresca comincia presto:

  • a 7 anni il ragazzo viene affidato a un gentiluomo come paggio: impara a cavalcare e a usare le armi;
  • a 14 anni il ragazzo viene inviato presso un altro castello come scudiero: impara l'arte della conversazione e arti come la danza e il canto;
  • a 21 anni diventa cavaliere.
Il primo testo dedicato alla formazione dei cavalieri è stato scritto da una donna. 

Scuole episcopali, parrocchiali, patriarcali

I monasteri, che nascono in Europa verso il V secolo, sono luoghi di culto e centri di formazione per monaci. I giovani destinati alla vita monastica apprendono la lettura e la scrittura, oltre alle pratiche di fede.
Con il tempo le scuole monastiche accolgono anche allievi non destinati alla vita monastica. A causa del sovraffollamento Ludovico il Pio, figlio di Carlo magno, vieta l'accesso ai monasteri a chi non intende pronunciare i voti. Questo divieto non viene sempre rispettato a causa di problemi economici.
Alcuni monasteri continuano a far convivere due scuole, una per laici e una per chierici. Per esempio il monastero di San Gallo in Svizzera.
Il Concilio di Toledo del 527 rende ufficiale la nascita delle scuole ecclesiastiche e stabilisce che i sacerdoti vengano istruiti da un chierico.
Nascono le scuole episcopali in cui vengono accolti anche i laici, perché il Concilio stabilisce anche, che all'età di 18 anni si possano abbandonare i voti.
Le scuole episcopali sorgono solo nelle città più grandi che non sono raggiungibili da tutti.
Il Concilio di Vaison del 529, stabilisce di fondare nei piccoli centri, le scuole parrocchiali o presbiterali per la formazione dei sacerdoti.
In Oriente è ancora presente la scuola che segue il modello ellenistico:

  • L'istruzione elementare, con la guida del grammatistes;
  • L'istruzione secondaria, con la guida del grammatikos;
  • L'istruzione superiore, con la guida del retore.
Sotto il governo di Giustiniano, la Chiesa dell'impero d'Oriente impone la religione cristiana nelle scuole e il divieto d'insegnamento per gli ebrei e i pagani.
In Oriente l'organizzazione degli studi rimane sotto il controllo dello Stato, la Chiesa ha un ruolo secondari.
Nel XI secolo la Chiesa realizza una svolta nell'organizzazione degli studi superiori. La Chiesa istituisce le scuole patriarcali per i giovani destinati alla vita religiosa. In queste scuole è vietato lo studio della filosofia.

Carlo Magno e la Scuola Palatina

Carlo Magno, re dei Franchi, ha ampliato il suo il proprio dominio sottomettendo i Longobardi e i Sassoni. Il suo progetto politico prevede un un impero che richiama l'impero romano e il cristianesimo. Egli viene incoronato nell'800 dal papa Leone III. Carlo da vita a un fenomeno di rinascita culturale chiamato rinascita carolingia.
Carlo ha capito l'importanza di una riforma della struttura di governo che si concentri sulla cultura e sull'istruzione.
Nell'Esortazione generale del 789 indica le linee guida del suo progetto di riforma.
Risultati immagini per immagini carlo magnoCarlo ritiene importante che tutti i popoli conquistati abbiano gli stessi costumi, parlino la stessa lingua e abbiano un unica religione e per fare ciò invita la Chiesa ad organizzare l'istruzione destinata anche a tutti gli uomini liberi.
Nel 782 Carlo Magno ha incaricato Alcuino di York di istituire la Schola Palatina presso la corte di Aquisgrana. Essa è una scuola destinata ai figli della nobiltà laica.
Il programma didattico della scuola di Alcuino prevede:

  • un'istruzione primaria con l'insegnamento della lettura e della scrittura e un'introduzione alla comprensione delle Sacre Scritture;
  • un livello superiore con l'introduzione delle materie propedeutiche allo studio della filosofia: le arti del trivio e del quadrivio;
  • nel livello più alto, lo studio della filosofia, che diventa preliminare per la conoscenza approfondita delle Sacre Scritture.
Con l'Esortazione generale Carlo prevede la fondazione di scuole monastiche e presbiteriali per preparare programmi scolastici e impartire lezioni per i chierici e per i laici.
Dopo la morte di Carlo, il nipote Lotario I estende il modello di scuola palatina a tutte le scuole urbane.

Gregorio Magno: la formazione del clero e l'educazione popolare

Gregorio Magno, Monaco benedettino e papa, ha scritto delle opere i cui problemi riguardano la necessità di una formazione dei sacerdoti man mano che la Chiesa diventa sempre più importante.
Risultati immagini per immagini di gregorio magnoEgli è considerato più un divulgatore della religione Cristiana e nella sua regola pastorale ci sono scritti i principi pedagogici per la formazione dei chierici e dei vescovi.
Sono fondamentali i contenuti dell'apprendimento scelti tra quelli presenti nei testi sacri e tra i testi classici della letteratura.
Gregorio Magno una volta diventato papa ricorda ai vescovi tramite delle sue opere di perseguire la formazione religiosa del popolo, attraverso la predicazione.
Ciò deve adattarsi a un uditorio modesto, non deve avere un linguaggio forbito.
Il ricorso alle immagini è un altro principio fondamentale, perché gli analfabeti guardano le immagini. E' importante anche la fondazione della schola cantorum.

La canzone di Orlando è stata composta circa nel XI secolo ed è la più famosa e antica tra le cosiddette canzoni di gesta della letteratura ...