Molte vicende del popolo ebraico le conosciamo grazie alla Bibbia.
Nel corso dei secoli si consolida uno stretto legame tra insegnamento, funzione della cultura e comunità.
Anche per il popolo ebraico le scuole nascono in un contesto religioso. Fino al VI secolo a.C. nelle comunità ebraiche ci sono scuole superiori di Sacra Scrittura.ì, che accolgono i destinati al sacerdozio.
Al tempo di Esdra, un sacerdote e scriba del V secolo a.C. vengono istituite le prime scuole pubbliche, sempre di carattere religioso, poi si sviluppa anche una forma di istruzione elementare.
Nel 64 d.C. venne emanato un decreto il quale obbliga tutti i centri abitati a dotarsi di scuola elementare. L'importanza dell'istruzione primaria ha sempre caratterizzato il sistema scolastico ebraico.
Il ruolo dei maestri è fondamentale, devono spiegare bene gli argomenti e capire la psicologia degli studenti, i quali vengono chiamati "figli".
I rabbini conducono l'accademia rabbinica, dove gli allievi studiano fino a quaranta anni.
Nell'accademia si commenta la Torah che sono i primi cinque libri della Bibbia.
Le norme che regolano la vita degli Ebrei vengono dalla Torah, che infatti significa "legge".
La scuola è connessa alla sinagoga, il tempio ebraico, dove i sacerdoti leggono la Torah al popolo.
I rabbini sono le uniche figure culturali del popolo ebraico. Nella storia ebraica sono importanti i profeti. La parola profeta significa letteralmente "colui che parla al posto di qualcun altro". I profeti parlano al posto di Dio.
Il sapiente ebraico è coinvolto nelle vicende della sua comunità. La cultura ebraica mantiene un rapporto più stretto con l'etica che con la politica. Il sapiente ebraico deve essere sicuro nella scrittura, ma anche un buon oratore per poter convincere il sovrano a prendere le scelte migliori.
Nel processo educativo la società ebraica ritiene importanti la scuola, la famiglia, ma anche la comunità intera. Tutta la comunità ebraica si concepisce come una comunità educatrice, nella quale si sviluppa uno stretto legame tra religione, cultura ed educazione.
mercoledì 31 gennaio 2018
L'istruzione e l'educazione nell'antico egitto
Nella civiltà egiziana c'è lo stesso legame tra rapporto politico, religione, cultura ed educazione che c'era nella civiltà sumerobabilonese.
La vita degli Egizi è ispirata da norme di comportamento valide anche per l'educazione. Secondo gli Egizi il destino è nelle mani degli Dei, ai quali è inutile opporsi. Così anche con le leggi, violarle significa infrangere l'ordine divino, commettendo un peccato.
Intorno al 2000 a.C. incominciano a svilupparsi in Egitto le prime scuole chiamate Case del libro, situate nei templi. Qui i ragazzi ricevono l'istruzione primaria grazie alla quale apprendono la scrittura dei geroglifici, i primi elementi della geometria e dell'aritmetica. Dopo quella prima istruzione solo i figli delle famiglie più agiate possono proseguire gli studi. Se sono figli di famiglie nobili e benestanti possono studiare in compagnia dei membri della famiglia reale in una scuola chiamata scuola reale, qui si impara la scrittura ieratica.
I figli degli artigiani possono ricevere una formazione professionale.
Nelle scuole primarie si scrive su tavolette di terracotta, nella scuola reale vengono usati i rotoli di papiro
La vita degli Egizi è ispirata da norme di comportamento valide anche per l'educazione. Secondo gli Egizi il destino è nelle mani degli Dei, ai quali è inutile opporsi. Così anche con le leggi, violarle significa infrangere l'ordine divino, commettendo un peccato.
Intorno al 2000 a.C. incominciano a svilupparsi in Egitto le prime scuole chiamate Case del libro, situate nei templi. Qui i ragazzi ricevono l'istruzione primaria grazie alla quale apprendono la scrittura dei geroglifici, i primi elementi della geometria e dell'aritmetica. Dopo quella prima istruzione solo i figli delle famiglie più agiate possono proseguire gli studi. Se sono figli di famiglie nobili e benestanti possono studiare in compagnia dei membri della famiglia reale in una scuola chiamata scuola reale, qui si impara la scrittura ieratica.
![]() |
| scrittura ieratica |
Nelle scuole primarie si scrive su tavolette di terracotta, nella scuola reale vengono usati i rotoli di papiro
Le scuole di grado più alto nell'Antico Egitto sono chiamate Casa della vita e corrispondono alla Casa della Sapienza della Mesopotamia.
La civiltà sumerobabilonese e le prime scuole
Le prime scuole della storia sorgono probabilmente in Mesopotamia e sono attive già dal terzo millennio a.C. All'inizio nella civiltà sumerobabilonese l'istruzione viene impartita nei templi ed è una forma di iniziazione riservata a chi deve rivestire un ruolo politico o religioso. C'è uno stretto legame tra potere politico e religioso, istruzione e cultura. Nel tempo le società si sviluppavano e c'era sempre più bisogno di persone in più che sapevano leggere e scrivere, così è nata la figura dello scriba. La sua formazione si svolge in luoghi separati dal tempio e affidata ad un personale specializzato. Scriba vuol dire letteralmente "colui che scrive sulle tavolette" infatti le scuole venivano chiamate case delle tavolette.
Una di queste scuole è stata ritrovata a Mari, lungo il fiume Eufrate. Sono state rinvenuti due locali, sembrano essere delle aule con tanto di panche in mattoni che potrebbero essere dei banchi dentro le quali c'erano delle tavolette d'argilla e conchiglie, utilizzate per fare i calcoli.
Una di queste scuole è stata ritrovata a Mari, lungo il fiume Eufrate. Sono state rinvenuti due locali, sembrano essere delle aule con tanto di panche in mattoni che potrebbero essere dei banchi dentro le quali c'erano delle tavolette d'argilla e conchiglie, utilizzate per fare i calcoli.
Con la comparsa degli scribi l'educazione si divide in due percorsi:
-Uno per i sacerdoti, quindi un'educazione religiosa;
-Uno per gli scribi, quindi un'educazione tecnica.
Per istruire gli scribi è nata la scuola, con ambienti attrezzati, insegnanti, discipline e metodi definiti, libri di testo e materiali di uso scolastico.
La carriera scolastica prevede, dopo un'istruzione primaria, un livello di insegnamento superiore in un'istituzione chiamata Casa della sapienza.
Le origini dell'educazione
Umanità ed educazione
Gli esseri umani vivono da sempre all'interno di una collettività: famiglia, villaggio, città... In ognuna di queste collettività ci sono conoscenze che devono essere apprese, come il linguaggio, i comportamenti sociali ecc.
Nelle comunità più piccole i giovani apprendono guardando gli adulti, ricevendo consigli, mettendosi alla prova ecc. Ci sono anche altre forme di educazione come il racconto dei miti. I miti sono delle narrazioni che forniscono spiegazioni di quanto accade nel mondo.
Un'esempio di mito è quello di Aracne, un mito dell'antica Grecia:
Questo mito parla di Aracne, una tessitrice abilissima. Molto sicura di se sfidò Atene, Dea della sapienza, delle arti e della tessitura. Aracne vinse la gara. La Dea, infastidita per la sconfitta, distrusse il suo tessuto e la colpì. Aracne, disperata, si impiccò, ma Atena la trasformò in un ragno e la
costrinse a tessere per sempre.
Oltre i miti le società primitive ricorrono ai riti che sono delle cerimonie con la quale si celebra un mito, sono dei rituali con gesti precisi che devono ripetere l'armonia voluta dagli Dei.
Tra i vari tipi di rito uno dei più importanti è il rito di iniziazione: riti di passaggio che segnano l'ingresso nel mondo degli adulti. I riti di iniziazione prevedono un allontanamento dalla comunità, l'insegnamento dei comportamenti tipici di un adulto e prove di coraggio.
Un famoso rito è quello praticato dai giovani sull'isola di Pentecoste, si lanciano da un luogo sopraelevato con solo una fune legata alla caviglia. Oggi questo lancio si chiama bungee jumping.
Alla fine del periodo di apprendistato c'è una cerimonia che stabilisce l'ingresso dei giovani nel mondo degli adulti.
I riti di iniziazione non sono scomparsi del tutto, oggi c'è l'esame di Stato, l'esame per la patente di guida ecc.
Nel corso della storia dell'uomo a causa delle conoscenze che erano diventate troppe è nato il problema dell'educazione. Nelle società agricole le persone che servono per produrre cibo abbastanza per tutti sono di meno quindi sono sorte delle altre figure, come artigiani, soldati e sacerdoti.
In una società complessa è importante prendersi cura della formazione dei giovani sotto il punto di vista fisico, psicologico e socioculturale. La cultura si deve imparare.
Con l'avvento delle società agricole si verifica l'invenzione della scrittura.
Dall'oralità alla scrittura
La scrittura garantisce il passaggio dalla preistoria alla storia, da quel momento esistono documenti scritti che ci permettono di conoscere il passato.
Prima della scrittura le comunità primitive utilizzavano segni dipinti o incisi, come le pitture della grotta di Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna.
In un mondo senza scrittura le conoscenze corrono il rischio di perdersi negli anni. La scrittura, invece, permette di creare un archivio stabile di conoscenze e si tramanda più facilmente da generazione a generazione.
All'inizio la scrittura è patrimonio della casta sacerdotale, perché viene considerata un dono divino a causa della sua difficoltà e quindi è riservata a chi ha un rapporto più stretto con gli Dei.
Saper scrivere e leggere è una capacità che si apprende, quindi con l'invenzione della scrittura ha avuto inizio anche l'istruzione o educazione formale. E' un'istruzione riservato a chi fa parte della casta sacerdotale. Per la formazione dei giovani vengono creati dei luoghi appositi.
martedì 19 dicembre 2017
Film "I ragazzi del coro"
Il film "I ragazzi del coro" è un film del 2004 diretto da Christophe Barratier.
Il film inizia con Pierre Morthange, un famoso direttore d'orchestra che riceve la notizia della morte di sua madre. La sera dopo il funerale si presenta alla sua porta Pepinot. Sono stati entrambi in un collegio da ragazzi: "Fond de l'éntang" fondo dello stagno.
I due iniziano a guardare insieme le foto di quando erano piccoli e Pepinot passa a Pierre un diario scritto da Clement Mathieu, loro sorvegliante.
Il signor Mathieu era un compositore e insegnante di musica rimasto senza lavoro, ma ne trovò uno come sorvegliante nel collegio "Fond de l'étang". I ragazzi erano molto indisciplinati, infatti il direttore gli disse di non giustificarli e gli presentò la sua regola azione-reazione. Mathieu credette che il metodo più efficace fosse quello di dare punizioni meno severe e di instaurare un dialogo.
Egli creò un coro il cui solista era Pierre.
Un giorno arrivò all'istituto un nuovo ragazzo venuto dal carcere minorile, Mondain. Un giorno sparirono dei soldi del direttore e venne subito incolpato il ragazzo e dopo essere fuggito lo rimandarono in prigione.
Il coro portò molta felicità in collegio, Mathieu si concentrò molto su Pierre, utilizzò la maggior parte del suo tempo per far esercitare il ragazzo e si avvicino molto alla madre,Violette.
Un giorno Mathieu lasciò con tutti i ragazzi il collegio per andare a giocare, mentre non c'era nessuno Mondain, uscito dalla prigione appiccò un incendio. Mathieu venne licenziato per aver lasciato incustodito l'istituto. I ragazzi lo salutarono lanciandogli aeroplanini di carta dalla finestra.
Così finisce il diario del sorvegliante, perché non ha fatto in tempo a scriverlo, così Pepinot racconta la fine a Pierre. Infatti mentre Mathieu stava prendendo il bus per tornare a casa Pepinot lo raggiunse e gli chiese di andare a casa con lui. Il povero bambino era rimasto orfano ed era convinto che suo papà lo venisse a prendere di sabato, infatti andò via con Mathieu di sabato.
domenica 10 dicembre 2017
Le Attribuzioni
Non solo le nostre motivazioni determinano il nostro comportamento, ma anche le nostre spiegazioni di ciò che accade. Queste spiegazioni si chiamano attribuzioni.
Molti psicologi hanno accurato il tema delle attribuzioni, mettendo in luce la complessità e gli effetti sul nostro comportamento.
Lo psicologo austriaco Fritz Heider ha distinto due forme di attribuzioni sulla base della localizzazione della causa e ne ha individuato l'effetto sul modo di concepire la vita:
(Fritz Heider-1896-1988)
Molti psicologi hanno accurato il tema delle attribuzioni, mettendo in luce la complessità e gli effetti sul nostro comportamento.
Lo psicologo austriaco Fritz Heider ha distinto due forme di attribuzioni sulla base della localizzazione della causa e ne ha individuato l'effetto sul modo di concepire la vita:
- attribuzione interna: attribuire a se stessa la causa di ciò che avviene, può essere sia positivo che negativo;
- attribuzione esterna: attribuire a motivi indipendenti dalla nostra azione ciò che avviene.
(Fritz Heider-1896-1988)
Lo psicologo statunitense Bernard Weiner ha individuato tre aspetti del processo di attribuzione:
(Bernard Weiner; nato nel 1935)
Gli studi sulle attribuzioni valgono anche in ambito scolastico. Se applicassimo gli schemi di Weiner alla scuola, ci sarebbe:
- un alunno che confida in se stesso e si affiderebbe allo studio per prendere bei voti➡attribuzione interna;
-un alunno che non crede in se stesso e cercherebbe aiuto dai compagni e in caso di successo, nonostante gli aiuti, si convincerebbe che è stata solo fortuna➡attribuzione esterna.
E' importante lo stile attributivo, chi è abituato a contare su se stesso, è destinato ad un miglior rendimento scolastico, ciò si chiama self-serving bias (inclinazione verso se stessi).
Robert K. Merton chiama "profezia che si autorealizza" l'aspettativa dell'insegnante che influisce sul rendimento dello studente.
Robert Rosenthal e Leonore Jakobson analizzarono il fenomeno del Pigmalione. Pigmalione, secondo il racconto di Ovidio, era uno scultore che si innamorò di una propria statua e pregò la dea Afrodite di trasformarla in un essere vivente. Ci sono tanti significati che si possono attribuire a questa storia. George Bernard Shaw scrisse un'opera intitolata Pigmalione nella quale un insegnante vuole trasformare una donna di umili origini in una donna dell'alta società. Rosenthal e Jakobson hanno fatto un esperimento: 20 alluni vennero presentati agli insegnanti come degli iperdotati, in realtà gli studenti erano stati scelti a caso e non erano degli iperdotati. Ma le maestre ottennero dei risultati migliori da loro. Questo dimostra quanto il rendimento degli studenti e influenzato dagli insegnanti
- internalità: riguarda la collocazione della causa di un fenomeno;
- stabilità: il carattere costante o mutevole della causa;
- controllabilità: la possibilità o meno del soggetto di controllare la causa.
L'attribuzione può essere:
- interna, per esempio "mi sono persa, perché mi sono distratta", grazie alle mie abilità posso ritrovare la strada, se è troppo tardi posso trovare una strada alternativa.
-esterna, per esempio "mi sono persa, perché i cartelli sono poco chiari", ritengo di poter trovare la strada solo se è facile, se è difficile ho bisogno di un aiuto.
(Bernard Weiner; nato nel 1935)Gli studi sulle attribuzioni valgono anche in ambito scolastico. Se applicassimo gli schemi di Weiner alla scuola, ci sarebbe:
- un alunno che confida in se stesso e si affiderebbe allo studio per prendere bei voti➡attribuzione interna;
-un alunno che non crede in se stesso e cercherebbe aiuto dai compagni e in caso di successo, nonostante gli aiuti, si convincerebbe che è stata solo fortuna➡attribuzione esterna.
E' importante lo stile attributivo, chi è abituato a contare su se stesso, è destinato ad un miglior rendimento scolastico, ciò si chiama self-serving bias (inclinazione verso se stessi).
Robert K. Merton chiama "profezia che si autorealizza" l'aspettativa dell'insegnante che influisce sul rendimento dello studente.
Robert Rosenthal e Leonore Jakobson analizzarono il fenomeno del Pigmalione. Pigmalione, secondo il racconto di Ovidio, era uno scultore che si innamorò di una propria statua e pregò la dea Afrodite di trasformarla in un essere vivente. Ci sono tanti significati che si possono attribuire a questa storia. George Bernard Shaw scrisse un'opera intitolata Pigmalione nella quale un insegnante vuole trasformare una donna di umili origini in una donna dell'alta società. Rosenthal e Jakobson hanno fatto un esperimento: 20 alluni vennero presentati agli insegnanti come degli iperdotati, in realtà gli studenti erano stati scelti a caso e non erano degli iperdotati. Ma le maestre ottennero dei risultati migliori da loro. Questo dimostra quanto il rendimento degli studenti e influenzato dagli insegnanti
![]() |
| Leonore Jakobson |
![]() |
| Robert Rosenthal |
La motivazione ad agire
La psicologia raggruppa i termini volontà,desiderio,passione,curiosità,interesse,bisogno,istinto.. in un'unica parola:motivazione. La motivazione è l'espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione, più si è motivati più l'attività è significativa.
Le motivazioni dell'agire non sono tutte uguali, alcuni fattori sono:
-soggettivi (sono dentro di noi-istinti,bisogni...);
-oggettivi (provengono dall'esterno-imposti dall'ambiente fisico)
Abram Maslow è uno psicologo statunitense che ha interpretato i fattori motivazionali come bisogni dell'individuo e li classifica in una piramide: Alla base della piramide ci sono i bisogni fisiologici, poi ci sono i bisogni di sicurezza, bisogni di appartenenza, di stima e in cima ci sono i bisogni di autorealizzazione.
Secondo lo schema di Maslow un bisogno di livello superiore non può essere soddisfatto finché non si soddisfa il bisogno di grado inferiore. La tesi di Maslow è stata criticata e ritoccata dai ricercatori dell'Arizona State University:

Alla base della piramide ci sono i bisogni fisiologici primari, poi la conservazione di se stessi, l'appartenenza, la stima, conquista del compagno, conservazione del compagno e in cima alla piramide c'è la cura dei figli.
I vari fattori motivazionali innescano un processo di attivazione. L'individuo, quindi:
-percepisce stimoli interni o esterni;
-li valuta;
-stabilisce cosa fare, quali obbiettivi vuole raggiungere;
-prende una decisione.
Julius Kuhl ha distinto due tipi di motivazioni:
- una centrata sull'azione (individui che realizzano con decisione i propri propositi);
- una centrata sulla situazione (individui che non riescono a passare all'azione).
La motivazione può essere intrinseca o estrinseca.
Lo psicologo Edward Deci ha dimostrato, sempre attraverso dei giochi, che anche l'essere umano diminuisce la motivazione intrinseca quando si agisce in vista di un premio e non per soddisfazione.
- La motivazione estrinseca= quando la motivazione dell'apprendimento è un premio, per esempio un impiegato impara a svolgere una funzione per avere un aumento di stipendio.
- La motivazione intrinseca è costituita dalla curiosità. o dal piacere di fare qualcosa, per esempio quando un alunno si impegna nello studio spinto dall'interesse personale.
Lo psicologo Edward Deci ha dimostrato, sempre attraverso dei giochi, che anche l'essere umano diminuisce la motivazione intrinseca quando si agisce in vista di un premio e non per soddisfazione.
La motivazione estrinseca è per esempio quando un alunno si impegna nello studio per motivi esterni, per ricevere un premio.
MOTIVAZIONE IN AMBITO SCOLASTICO:
MOTIVAZIONE IN AMBITO SCOLASTICO:
In ambito scolastico sono presenti sia la motivazione intrinseca che estrinseca. La motivazione intrinseca garantisce maggior successo scolastico rispetto alla motivazione estrinseca.
A seconda del tipo di motivazione si può distinguere anche tra obiettivi di padronanza e obiettivi di prestazione, nel caso di obiettivi di padronanza uno studente si impegna perché è interessato ad accrescere la propria conoscenza, nel caso di obiettivi di prestazione uno studente si impegna per dimostrare le proprie capacità.
Lo psicologo statunitense John W. Atkinsons ha individuato la seguente relazione:
- obiettivi di padronanza →motivazione intrinseca
- obiettivi di prestazione⟶ motivazione estrinseca
- tendenza al successo⟶ fiducia
- tendenza ad evitare il fallimento⟶ paura
Iscriviti a:
Post (Atom)
La canzone di Orlando è stata composta circa nel XI secolo ed è la più famosa e antica tra le cosiddette canzoni di gesta della letteratura ...
-
L 'educazione cavalleresca è rivolta ai figli degli aristocratici non destinati alla vita ecclesiastica. Quest'educazione è la pri...
-
Non solo le nostre motivazioni determinano il nostro comportamento, ma anche le nostre spiegazioni di ciò che accade. Queste spiegazioni si ...
-
Alcuni padri della Chiesa sono attivi nella parte orientale dell'impero romano. I loro sforzi vanno in molte direzioni: creano un corret...











